Visualizzazione post con etichetta secondi di pesce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta secondi di pesce. Mostra tutti i post

lunedì 15 febbraio 2010

Boladillos de pescado

Boladillos de pescado

Boladillos o buñuelos o uno dei modi in cui mi piace di più mangiare il pesce.
Questo è uno dei piatti che associo alla mia infanzia, uno di quelli belli saporiti... e non era una cosa così scontata perché da piccola io il pesce non lo potevo vedere neanche per scherzo.
Mi facevano senso quasi tutti i pesci e poi vongole, cozze, gamberi... bleah! Forse per quello mia mamma con questo piatto aveva trovato il modo perfetto per farmelo mangiare.
Poi ovviamente con l'età ho scoperto il piacere del pesce e, ciao, ora nessuno mi ferma più :P
Il boladillo o buñuelo è un modo di cucinare molto tipico del sud della Spagna, si sa che al sud ci piace friggere ;) A quanto pare i suoi origini sono arabi ed oggi questo modo di cottura che consiste in una pastella fritta dolce o salata si usa più o meno dappertutto.
Il pesce rimane morbidissimo peró provare a fare lo stesso con degli anelli di cipolla o del formaggio... da leccarsi le dita!

Ingredienti per 4 persone:
Acqua tiepida 1 bicchiere da 200 ml
Farina un po' più di 1 bicchiere da 200 ml
Lievito in polvere 1 cucchiaino
Filetti di pesce bianco 200 gr
Sale qb
Olio d'oliva 200 - 250 ml

Preparazione:

1 Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida. Salare.
2 Cominciare ad aggiungere la farina mescolando in continuazione per evitare la formazione di grumi. Aggiungere farina fino a quando non otterremo una pastella liscia e densa.
3 Pulire il pesce e tagliarlo a tocchetti non troppo piccoli.
4 Passare i bocconcini di pesce nella pastella e friggerli in abbondante olio caldo (se la pastella si disfa al contatto con l'olio vuol dire che manca farina).
5 Salare con sale grosso e servire caldi accompagnati da una insalata verde

giovedì 7 gennaio 2010

La paella de mariscos

Paella de mariscos

So che c'è un po' di gente che sarà contenta di vedere questa ricetta nel mio blog... una spagnola che non aveva ancora fatto la paella!! insomma!! ;)

Invece devo dire in mia difesa che chiedere a me di cucinare una paella sarebbe come chiedere ad un lombardo di fare un cannolo :P

La paella è... era... un piatto "povero" della zona di Levante e dico povero con le virgolette perchè oggi gli ingredienti che si usano non sono proprio a buon mercato. La paella nei suoi origini veniva fatta con quello che si trovava in campagna: verdure, pollo, coniglio, riso (nella zona di Levante c'è una grandissima produzione di questo cereale), olio d'oliva e zafferano. Piano piano si sono aggiunti altri ingredienti che sono venuti a creare quella che a me piace più di tutte: la paella de mariscos con gamberi, coda di rospo, calamari, cozze e scampi... altro che povera!!

Siccome non è mio mestiere questo Natale mi sono fatta aiutare dai miei zii che hanno visuto per tanti anni a Valencia ed ecco cosa è venuta fuori ;)

Gli ingredienti sono in realtà un po' imprecisi perchè come in tutta cucina tradizionale degna di quel nome le quantità sono a pugni, occhio, più o meno oppure vedi tu.

Riso 560 gr (±3 bicchieri e 1/2 da 200 ml)
Brodo di pesce qb* (vedere sotto la quantità d'acqua)
Olio d'oliva 200 ml
Aglio 2 spicchi
Pomodori 3
Coda di rospo 300 gr
Calamari 200 gr
Gamberetti 250 gr
Scampi 8
Mazzancolle 8
Cozze 10
Zafferano qb


Volendo fare un riassunto delle cose più importanti nel fare la paella potremmo dire:

1 Il tipo di riso: il chicco deve essere corto e cicciotto. Io ho provato a farla con il riso arborio ed è rimasto un puntino duro nel centro, devo riprovare con il carnaroli. La cottura corretta dipenderà di altri fattori come l'acqua per cui la cosa migliore è fare diverse prove fino a trovare il riso perfetto per la nostra acqua.

2 La quantità di riso: circa 80 gr a persona basteranno (come per la pasta) poi se ne mette sempre un po' di più per quelli che hanno fame vera :P

3 La quantità d'acqua: questa è sicuramente la parte più difficile di tutte. Le paellas, cioè, le padelle dove si cuoce la paella (si chiamano nella stessa maniera, la paellera sarebbe la donna che fa la paella) si fanno di misure diverse per 2, 4, 8, 12 persone. I maestri paelleros non stanno mica lì a pesare il riso e misurare l'acqua. La paella si riempie col brodo fino al segno delle viti che tengono i due manici della pentola, si mettono da parte le verdure e la carne e si traccia con il riso una "catena montagnosa" non troppo alta, da lato a lato della pentola. Ho trovato questa foto che potrebbe aiutare a capire la metodologia... forse io avrei fatto la montagnetta un po' più in linea retta però non ci lamentiamo dai!
Per le mani più inesperte possiamo usare la seguente diritta: l'acqua sarà due volte il volume del riso ed un po' (questo altro po' lo scoprirete solo cucinando... ;)

Arrivati a questo punto penso che possiamo procedere con la preparazione:

Olio d'oliva

Una delle prime lezioni imparate: non risparmiate in olio! Questo bel bicchierone d'olio d'oliva è stato usato per una paella per 8-10 persone. Non fate come me che, pensando sempre al non esagerare con i grassi, ne mettevo una quantità vergognosa. La paella non è leggera, si sa. Quindi, via con l'olio!

1 Nella nostra paella, oppure si può usare una pentola di ferro, mettiamo a friggere, con un po' d'aglio tritato fine (possiamo anche insaporire l'olio e poi tirarlo fuori) il pesce che avremmo precedentemente pulito: gamberi, coda di rospo tagliata a pezzetti non troppo piccoli nè troppo grandi e calamari.

Gamberi, rana pescatrice e calamari

2 Mettiamo da parte il pesce e friggiamo gli scampi e le mazzancolle

Scampi

3 Mettiamo da parte scampi e mazzancolle e peliamo il pomodoro

Pelando i pomodori

anche quest'ultimo si fa friggere

Pomodori

4 Quando il pomodoro sarà bello spappollato, incorporiamo qualche filo di zafferano ed il pesce fritto precedentemente.


Pesce misto

Infine aggiungiamo il riso e lo facciamo saltare tutto insieme per qualche minuto.

5 A questo punto passiamo il tutto sulla paella per terminare la cottura

Sofriggere il riso

6 Aggiungiamo il brodo caldo che deve essere già stato salato prima

Brodo di pesce

7 Da questo momento in poi bisogna tenerla sotto occhio come un bambino ;) controllando la cottura, la fiamma e scuotendola un po' ogni tanto (senza mai girare il riso!!)

Preparando la paella

e piano piano andiamo avanti con la cottura: 10 minuti a fiamma viva per poi continuare a fiamma dolce il tempo di cottura del riso

Preparando la paella

solo ci resta mettere sulla nostra paella gli scampi e le cozze precedentemente aperte al vapore nelli ultimi 10 minuti di cottura

Cozze e scampi

la paella è pronta!

La paella

Buen provecho! ;)

lunedì 7 settembre 2009

Boquerones en escabeche - La ricetta della mamma!

Boquerones en escabeche

Appena è passata l’emozione iniziale che mi ha fatto comprare un quintale di alici mi è venuto il dubbio di come farle. Non so attraverso che gioco della mente mi è apparso in bocca il meraviglioso gusto dei boquerones en escabeche, simili alle sarde o alici in saor, che faceva mia mamma quando ero piccola. Uno di quei piatti che, siccome la passione della cucina mi viene di famiglia e mia mamma è come me sempre alla ricerca di cose nuove, e si è perso col paso degli anni.

Come in Italia ci sono diversi modi per prepararle: c’è chi mette il vino, c’è chi no; c’è chi lascia l’alice intera oppure fa dei filetti come a casa mia… sia come sia questo procedimento ha i suoi origini quando non esisteva il frigo e si trovavano altri modi di conservazione degli alimenti. In effetti durano tantissimo e ogni giorno che passa sono ancora più buone!

Una ricetta che ne vale lo sbattimento… peccato che poi finiscano così in fretta :)

Ingredienti per 4 persone:
Alici freschissime (non mi ricordo quante erano… una trentina?)
Farina per friggere qbSale qb
Cipolla 1
Alloro 1 foglia
Vino bianco secco 200 ml
Aceto di vino bianco 100 ml


Preparazione:
1 Si puliscono le alici aprendole longitudinalmente e togliendo le interiora e la testa. Lasciare i due filetti uniti da un lato.
2 Si lavano ed asciugano sopra un pezzo di carta da cucina
3 Infarinare le alici e friggerle in abbondante olio di semi ben caldo
4 Scolarle sopra carta da cucina per assorbire l’eccesso d’olio e salarle
5 Preparare il “escabeche”: in una pentola far friggere la cipolla tagliata non troppo finemente in qualche cucchiaio dell’olio che abbiamo usato per friggere le alici.
6 Una volta sarà pronta sfumare con il vino, aggiungere l’acqua e lasciar cuocere fino a quando la cipolla non sarà diventata morbida.
7 A questo punto incorporare l’aceto e lasciar cuocere ancora qualche minuto.
8 Sistemare le alici in piatto fondo e versare sopra il “escabeche”


Si possono gustare tiepide o fredde da un giorno all’altro!

Ah, dimenticavo… da accompagnare con sarde freschissime semplicemente alla piastra ed una insalatina di cuore di lattuga con sale, aceto e filettini d’aglio leggermente fritti nell’olio (questo è proprio di giù) :P

Sarde alla piastra e cuore di lattuga con aglio

Aggiornamento: con questa ricetta partecipo alla raccolta Sapori d'estate di MiK!