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sabato 5 febbraio 2011

Tortas de aceite o biscotti spagnoli all'olio

Tortas aceite

Posso direi che ormai ho battuto tutti i miei record personali d'assenza dal blog! Non penso che sia un bene e ormai ho tante ricette in "arretrato" che il problema stava diventando... ma da dove ricomincio??

Beh, sono spagnola quindi una ricetta della mia tradizione mi sembra ottima per "rompere il ghiaccio" :)

Negli ultimi tempi ho abbandonato la cucina moderna (che mi è sempre piaciuta tanto) e mi è assalita una voglia incredibile di ripristinare le ricette di casa mia... non so perché, sarà che ormai sono più di 5 anni che sono qua in Italia e di cucina italiana non ne posso più :P (nooooOOOOooo!! ;) O sarà semplicemente che come dicono alla fine tutti i grandi chef se non conosci le basi, la cucina tradizionale non puoi andare avanti.

Può essere anche che sto diventando grande :P

Il caso di queste torte è fantastico perché a casa mia mio papà comprava sempre le tortas de Inés Rosales. Queste torte vengono prodotte a Sevilla e penso non si trovino facilmente fuori dalla Andalusia. Quindi non si tratta di ricette di famiglia ma semplicemente di un sapore che sa di casa :)

Il fatto di averle trovate sul libro di Jamie mi ha fatto tantissimo piacere perché è una di quelle cose che non ho mai visto fare in modo artigianale e che pensavo sarebbe difficile di trovare... per queste cose Jamie è il number 1!!

Devo dire che ho cambiato la ricetta leggermente per avvicinarmi al sapore che ho in mente. Secondo me ci voleva un po' di farina in più rispetto alla ricetta del libro (anche se sappiamo che le quantità di farina sono sempre molto relative) e i semi d'anice vanno frantumati perché possano sprigionare tutto il suo gusto.

Per il resto niente da dire, mancherebbe solo l'involucro originale e potrei aprire una succursale a Milano :P

Ingredienti:
Farina 350 gr
Sale 1 pizzico
Semi di anice 2 cucchiaini
Zucchero di canna 3 cucchiai + un po' da spolverare
Lievito in polvere 1/2 bustina (7 gr)
Olio d'oliva 100 ml
Acqua tiepida 150 ml
Zucchero a velo
Bianco d'uovo da spennellare

Preparazione:
1
Frantumare i semi d'anice.
2 In una ciotola grande mescolare la farina, il sale ed i semi.
3 Mescolare l'olio e l'acqua. Aggiungere lo zucchero di canna ed il lievito. Mescolare bene e lasciar riposare per qualche minuto.
4 Fare un buco nel centro della ciotola con la farina e cominciare a versare l'olio con l'acqua incorporando poco a poco la farina e mescolando bene. Quando sarà possibile prendere l'impasto con le mani impastare fino a quando non ci saranno grumi. L'impasto dovrà essere abbastanza morbido.
5 Foderare una placca da forno con carta da forno. Spolverare con zucchero a velo.
6 Dividere l'impasto in 12 parti uguali.
7 Formare delle palline e stendere con il matterello fino a fare dei dischi larghi 10 cm di diametro. Mettere i dischi sulla placca e spennellare con il bianco d'uovo sbattuto. Spolverare la superficie con un po' di zucchero a velo ancora ed un po' di zuccherno di canna.
8 Cuocere in forno caldo a 220º per una decina di minuti o fino a quando non saranno belle dorate.

lunedì 7 giugno 2010

Empanada de pulpo

Empanada de pulpo

Cosa?? Empanada?? ma cos'è??... Sono tre giorni che cerco di tradurre questa bellezza all'italiano e non ci sono ancora riuscita :P Il mio futuro marito rischiando appunto il matrimonio l'aveva paragonata alla focaccia... beh, insomma... forse qualcuno mi potrebbe dare una mano, c'è qualcosa di simile in Italia??...ma secondo me di sicuro :)

Questa empanada è forse una delle cose che mi piacciono di più di tutto. Originariamente è della Galizia però mia nonna (che niente a che fare con i gallegos) la preparava nelle feste di compleanno insieme alla sua famosissima torta :) Ricordo una volta, ancora piccolina e cicciotella com'ero :P (ho sempre amato cucinare e soprattutto mangiare!), che ne avevo mangiata tanta che ero stata male, ma male male di quel male che di solito non ti viene più di mangiare quello che ti ha fatto stare così. Il mio bellissimo rapporto con l'empanada non si è rotto neanche dopo quella brutta esperienza :)

L'impasto è molto simile alle empanadillas argentine, infatti penso che siano una piccola versione di questa (o al contrario) visto che tanti tanti gallegos sono emigrati in sudamerica... ma come stavo dicendo l'impasto è una delizia fatta di farina, burro e uovo che ricopre diversissimi ripieni fatti con carne o pesce. E' di una bontà infinita e si può mangiare calda, appena fatta, oppure fredda il giorno dopo... non si sa cosa sia meglio!!

Ingredienti per la pasta (per circa 8-10 persone):
Farina 600 gr
Burro a temperatura ambiente 300 gr
Tuorli 2
Acqua 16 cucchiai (6 dei quali d'acqua calda)
Sale qb

Ingredienti per il ripieno:
Polpo 1 (né troppo grande né troppo piccolo)
Peperoni 1 rosso + 1 giallo
Cipollotti 2
Zucchina 1
Alloro 1-2 foglie
Olio d'oliva qb
Sale e pepe qb

Preparazione:

1 Cominciamo preparando il ripieno: tagliare a pezzettoni il polpo e cuocerlo in acqua bollente con l'alloro e sale. Io uso la pentola a pressione; da quando comincia a fuoriuscire il vapore ci mette più o meno 8 minuti!! velocissima :)
2 In una pentola facciamo un sofritto con i cipollotti, la zucchina e i peperoni. Non c'è bisogno di tagliare le verdure molto piccole perché dopo frullaremmo il tutto. Le verdure devono rimanere morbide. Salare, pepare ed aggiungere il polpo a fine cottura perché anche questo prenda il gusto delle verdure.
3 Frullare il ripieno con il cutter. Basta poco, si devono ancora vedere i pezzetti di ogni ingrediente. Tenere da parte.
4 Prepariamo la pasta: mescolare tutti gli ingredienti ed impastare fino a quando non saranno belli amalgamati. La quantità di farina può variare un po'; ne aggiungeremo se vediamo che rimane troppo morbida/burrosa.
5 Avvolgere la pasta con la pellicola e lasciarla riposare in frigo per una mezz'oretta.
6 Dividerla in due e stirarla con il materello. Disporre il ripieno su la prima metà e coprire con l'altra. Chiudere bene i bordi e con gli avanzi (o con un po' di pasta che abbiamo tenuto da parte prima) possiamo realizzare diversi elementi decorativi.
7 Cuocerla in forno caldo a 180º fino a quando la pasta non sarà bella dorata.

Io l'ho tenuta in forno circa 35 minuti ed è venuta fantastica. Il giorno dopo era ancora meglio!

mercoledì 19 maggio 2010

Nuovo corso di tapas!

Nuovo corso il 160610

19.45 cominciano ad arrivare i primi partecipanti. Volti conosciuti, altri no, presentazioni e piano piano ci accomodiamo tutti ai nostri posti per dare inizio al corso :)

Un corso in cui ho voluto esprimere l'essenza del mangiar tapas, della condivisione del cibo con gli amici attraverso i piatti più tipici e più amati da me presentando a volte ingredienti di difficile reperibilità in Italia però sempre con una soluzione adatta a chi vorrà riprodurli a casa con gli amici.

Se ti sei perso il primo, ora hai l'opportunità di partecipare anche tu perché abbiamo aperto le iscrizioni fino al 14 giugno per il corso che si terrà, sempre presso L'Atelier dei Sapori, mercoledì 16 giugno.

AGGIORNAMENTO!! Per le iscrizioni qui ;)

Vorrei approfittarne per ringraziare Simone, Marco e Giorgio che mi hanno dato tutto l'aiuto possibile nell'organizzazione e realizzazione del corso, e Serena che nel suo blog Fragola e Zafferano ha scritto un post bellissimo sul corso.

Ora vi lascio con il foto-racconto del corso e vi aspetto numerosi per il prossimo!

Corso Salir de Tapas

Corso Salir de Tapas

Corso Salir de Tapas

Corso Salir de Tapas

Corso Salir de Tapas

Grazie mille a tutti i partecipanti!

sabato 10 aprile 2010

Salir de tapas - il corso

Salir de tapas

Signore e signori, grandi e piccini, grandi esperti e non.... per tutti voi e in collaborazione con Food&Foodies vi presento il corso Salir de Tapas!!!! ;)

Siiii, per tutti gli appassionati della Spagna, di questa mia terra che nonostante la lontananza sento sempre così vicina, un corso di tapas come si vivono e si mangiano al Sud, nella terra della luce, dei colori, della fiesta che non finisce mai.

Appena tornata da Granada sento ancora tutte queste belle sensazioni: il girovagare per la città con gli amici, l'andare di qua o di là perché in questo posto fanno del pesce fantastico oppure hanno una morcilla da leccarsi i baffi, il non guardare l'orologio perché è sempre aperto, perché non è mai tardi :-)

Tutte queste cose spero di poter trasmetterle insieme a qualche ricettina, spunti ed idee per preparare a casa una cena con gli amici perfetta per questi primi giorni di primavera.

Se non volete perdere questa opportunità correte a leggere tutte le informazioni ed a compilare il modulo d'iscrizione qua. Vi aspettiamo numerosi!

martedì 6 aprile 2010

Pastela moruna

Pastela moruna

Ultimamente mi era abbandonata non solo la voglia di scrivere ma pure la voglia di fotografare cibo (ed anche un po' di cucinare!! ups!) Invece mi è venuta una voglia irrefrenabile di una fotografia diversa e mi sono lanciata a fare foto di tutto. Ho anche conosciuto un sacco di gente e gruppi su Flickr che mi hanno dato tanta ispirazione :)

Forse ero un po' stanca... e dico ero perché per rimediare mi sono regalata qualche giorno a Granada: Semana Santa in tutto il suo splendore, processioni, spiaggia, relax, famiglia ed amici... meglio di così non si può.

Nel frattempo che metto in ordine qualche centinaia di foto e cerco di metterle insieme per farvi un bel racconto vi lascio con una ricetta della mia tierra, una di quelle ricette che ormai nessuno fa però che penso sia una delle mie preferite :) Si sente tutto il sabor di Granada: mandorle, prugne, olive, cannella, il sapore della nostra tradizione e della nostra cultura araba.

Pastela moruna

La preparazione un po' ad occhio è questa.

Ingredienti:
Pollo 1
Cipolle 1/2 kg
Pomodori 4
Peperoni verdi 2
Vino bianco 1 bicchiere
Sale, mix di spezie (Ras el hanout), alloro qb
Mandorle tostate, olive snocciolate, albicocche e prugne secche, uva sultanina, uovo sodo qb
Pasta sfoglia fresca qb
Cannella e zucchero qb

Preparazione:

1 Fate soffrigere il pollo tagliato a pezzi con un buon filo d'olio. Aggiungere le cipolle, i pomodori ed i peperoni lavati, pelati e tagliati grossolanamente. Incorporare l'alloro, il vino e le spezie; salare e far cuocere a fiamma dolce.
2 Preparare le mandorle tagliate a pezzetini; l'uovo sodo, le albicocche, le prugne, uva sultanina ed olive tagliati anch'essi a pezzettini. Qualche minuto prima del termine della cottura si aggiungono tutti questi ingredienti.

A cottura ultimata il piatto si può servire così oppure con la pasta sfoglia:
1 Dissosare il pollo e farcire la pasta con il ripieno freddo di pollo speziato.
2 Chiudere bene i bordi e spennellare la superficie con dell'uovo sbatutto.
3 Spolverare la superficie con una miscela di zucchero a velo e cannella
4 Infornare a 180º - 200º per 20-25 minuti oppure fino a quando la superficie non diventerà dorata.

lunedì 15 febbraio 2010

Boladillos de pescado

Boladillos de pescado

Boladillos o buñuelos o uno dei modi in cui mi piace di più mangiare il pesce.
Questo è uno dei piatti che associo alla mia infanzia, uno di quelli belli saporiti... e non era una cosa così scontata perché da piccola io il pesce non lo potevo vedere neanche per scherzo.
Mi facevano senso quasi tutti i pesci e poi vongole, cozze, gamberi... bleah! Forse per quello mia mamma con questo piatto aveva trovato il modo perfetto per farmelo mangiare.
Poi ovviamente con l'età ho scoperto il piacere del pesce e, ciao, ora nessuno mi ferma più :P
Il boladillo o buñuelo è un modo di cucinare molto tipico del sud della Spagna, si sa che al sud ci piace friggere ;) A quanto pare i suoi origini sono arabi ed oggi questo modo di cottura che consiste in una pastella fritta dolce o salata si usa più o meno dappertutto.
Il pesce rimane morbidissimo peró provare a fare lo stesso con degli anelli di cipolla o del formaggio... da leccarsi le dita!

Ingredienti per 4 persone:
Acqua tiepida 1 bicchiere da 200 ml
Farina un po' più di 1 bicchiere da 200 ml
Lievito in polvere 1 cucchiaino
Filetti di pesce bianco 200 gr
Sale qb
Olio d'oliva 200 - 250 ml

Preparazione:

1 Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida. Salare.
2 Cominciare ad aggiungere la farina mescolando in continuazione per evitare la formazione di grumi. Aggiungere farina fino a quando non otterremo una pastella liscia e densa.
3 Pulire il pesce e tagliarlo a tocchetti non troppo piccoli.
4 Passare i bocconcini di pesce nella pastella e friggerli in abbondante olio caldo (se la pastella si disfa al contatto con l'olio vuol dire che manca farina).
5 Salare con sale grosso e servire caldi accompagnati da una insalata verde

giovedì 7 gennaio 2010

La paella de mariscos

Paella de mariscos

So che c'è un po' di gente che sarà contenta di vedere questa ricetta nel mio blog... una spagnola che non aveva ancora fatto la paella!! insomma!! ;)

Invece devo dire in mia difesa che chiedere a me di cucinare una paella sarebbe come chiedere ad un lombardo di fare un cannolo :P

La paella è... era... un piatto "povero" della zona di Levante e dico povero con le virgolette perchè oggi gli ingredienti che si usano non sono proprio a buon mercato. La paella nei suoi origini veniva fatta con quello che si trovava in campagna: verdure, pollo, coniglio, riso (nella zona di Levante c'è una grandissima produzione di questo cereale), olio d'oliva e zafferano. Piano piano si sono aggiunti altri ingredienti che sono venuti a creare quella che a me piace più di tutte: la paella de mariscos con gamberi, coda di rospo, calamari, cozze e scampi... altro che povera!!

Siccome non è mio mestiere questo Natale mi sono fatta aiutare dai miei zii che hanno visuto per tanti anni a Valencia ed ecco cosa è venuta fuori ;)

Gli ingredienti sono in realtà un po' imprecisi perchè come in tutta cucina tradizionale degna di quel nome le quantità sono a pugni, occhio, più o meno oppure vedi tu.

Riso 560 gr (±3 bicchieri e 1/2 da 200 ml)
Brodo di pesce qb* (vedere sotto la quantità d'acqua)
Olio d'oliva 200 ml
Aglio 2 spicchi
Pomodori 3
Coda di rospo 300 gr
Calamari 200 gr
Gamberetti 250 gr
Scampi 8
Mazzancolle 8
Cozze 10
Zafferano qb


Volendo fare un riassunto delle cose più importanti nel fare la paella potremmo dire:

1 Il tipo di riso: il chicco deve essere corto e cicciotto. Io ho provato a farla con il riso arborio ed è rimasto un puntino duro nel centro, devo riprovare con il carnaroli. La cottura corretta dipenderà di altri fattori come l'acqua per cui la cosa migliore è fare diverse prove fino a trovare il riso perfetto per la nostra acqua.

2 La quantità di riso: circa 80 gr a persona basteranno (come per la pasta) poi se ne mette sempre un po' di più per quelli che hanno fame vera :P

3 La quantità d'acqua: questa è sicuramente la parte più difficile di tutte. Le paellas, cioè, le padelle dove si cuoce la paella (si chiamano nella stessa maniera, la paellera sarebbe la donna che fa la paella) si fanno di misure diverse per 2, 4, 8, 12 persone. I maestri paelleros non stanno mica lì a pesare il riso e misurare l'acqua. La paella si riempie col brodo fino al segno delle viti che tengono i due manici della pentola, si mettono da parte le verdure e la carne e si traccia con il riso una "catena montagnosa" non troppo alta, da lato a lato della pentola. Ho trovato questa foto che potrebbe aiutare a capire la metodologia... forse io avrei fatto la montagnetta un po' più in linea retta però non ci lamentiamo dai!
Per le mani più inesperte possiamo usare la seguente diritta: l'acqua sarà due volte il volume del riso ed un po' (questo altro po' lo scoprirete solo cucinando... ;)

Arrivati a questo punto penso che possiamo procedere con la preparazione:

Olio d'oliva

Una delle prime lezioni imparate: non risparmiate in olio! Questo bel bicchierone d'olio d'oliva è stato usato per una paella per 8-10 persone. Non fate come me che, pensando sempre al non esagerare con i grassi, ne mettevo una quantità vergognosa. La paella non è leggera, si sa. Quindi, via con l'olio!

1 Nella nostra paella, oppure si può usare una pentola di ferro, mettiamo a friggere, con un po' d'aglio tritato fine (possiamo anche insaporire l'olio e poi tirarlo fuori) il pesce che avremmo precedentemente pulito: gamberi, coda di rospo tagliata a pezzetti non troppo piccoli nè troppo grandi e calamari.

Gamberi, rana pescatrice e calamari

2 Mettiamo da parte il pesce e friggiamo gli scampi e le mazzancolle

Scampi

3 Mettiamo da parte scampi e mazzancolle e peliamo il pomodoro

Pelando i pomodori

anche quest'ultimo si fa friggere

Pomodori

4 Quando il pomodoro sarà bello spappollato, incorporiamo qualche filo di zafferano ed il pesce fritto precedentemente.


Pesce misto

Infine aggiungiamo il riso e lo facciamo saltare tutto insieme per qualche minuto.

5 A questo punto passiamo il tutto sulla paella per terminare la cottura

Sofriggere il riso

6 Aggiungiamo il brodo caldo che deve essere già stato salato prima

Brodo di pesce

7 Da questo momento in poi bisogna tenerla sotto occhio come un bambino ;) controllando la cottura, la fiamma e scuotendola un po' ogni tanto (senza mai girare il riso!!)

Preparando la paella

e piano piano andiamo avanti con la cottura: 10 minuti a fiamma viva per poi continuare a fiamma dolce il tempo di cottura del riso

Preparando la paella

solo ci resta mettere sulla nostra paella gli scampi e le cozze precedentemente aperte al vapore nelli ultimi 10 minuti di cottura

Cozze e scampi

la paella è pronta!

La paella

Buen provecho! ;)